Recensione a cura di Shahrazad
In terra d’Israele, circa duemila anni fa morì sulla croce l’uomo il cui messaggio sarebbe arrivato fino agli angoli piu’ remoti della terra. Eppure di Gesù protagonista della teologia cristiana nonché profeta riconosciuto dalle altre due religioni monoteiste, dal punto di vista storico si conosce ben poco, sia per la scarsità di fonti dirette e coeve sia per la difficoltà di ricavare dati storicamente attendibili da una moltitudine di fonti religiose a partire dai vangeli, canonici e apocrifi.
La ricerca di Augias e Pesce li porta a delineare la figura di Gesù come un uomo solitario e complesso, ebreo osservante della Legge di Mosé ma al tempo stesso promotore di un rinnovamento sociale a favore degli emarginati.
Senza dubbio, credere in Gesù é una questione di fede. Non é possibile arrivare a credere in Lui con la sola ragione. Altrettanto arduo credo sia separare il Cristo della fede dal Gesù storico e presentare l’immagine di un uomo Gesù come quella di un qualunque personaggio storico. Il libro di Augias, si propone finalmente di restituirci, bontà sua, nientemeno che la vera biografia “dell’uomo che ha cambiato il mondo”. Liquida la fede insegnata da tutte le chiese cristiane, sviluppatasi in secoli di studi e riflessioni, come mantello della teologia, quasi un’incrostazione da rimuovere. Nella stesura del libro si citano come fonti sostanzialmente i vangeli canonici, prendendo però solo ciò che é funzionale alla dimostrazione della tesi di fondo e scartando tutto il resto.
Delle due l’una: o i vangeli sono racconti di fantasia, e allora non li si può utilizzare come fonti storicamente attendibili, oppure sono veri o almeno verosimili, allora bisognerebbe concedere loro il beneficio dell’attendibilità anche quando ci raccontano il Gesù della fede. Una separazione così netta tra le due nature di Gesù desta perplessità. Altra curiosità riguarda la citazione dei vangeli apocrifi: sottacendo che essi sono stati scritti posteriormente ai vangeli canonici dai quali attingono ampiamente; in secondo luogo essi (apocrifi) tendevano ad accreditare l’idea di un Gesù solo divino, privo della propria carnalità ed é singolare che vengano utilizzati a sostegno della tesi opposta, di un Gesù solo uomo. Il vero mistero contenuto in questo libro é perché si dovrebbe prestar fede ad una tale confusione.
Scheda Libro
Titolo: Inchiesta su Gesù
Autore: Corrado Augias / Mauro Pesce
Editore: Mondadori
Collana: Oscar bestsellers
Pagine: 249
ISBN: 8804571322
Prezzo Deastore.com: 9,00 €

sicuramente,chi ha scritto é di parte, anch’io ho letto il libro ed ho avuto un impressione diversa sul come il tema e’ stato trattato,tuttavia trovo interessante l’argomentazione presentata,e sarebbe ottimo un confronto in tal senso…!
sulla scia del “Codice da Vinci” le inchieste storico religiose sono di gran moda.
Non ho letto il libro, per quanto non nascondo molta curiosità sul tema.
Contestualmente ho incontrato un testo molto approfondito e documentato (almeno così sembra) su un certo Giacomo, fratello di Gesù.
Proposta: perchè non parlare di Ipotesi su Gesù scritto da Vittorio Messori scritto nel 1976 e fino a oggi continuamente ristampato e tradotto??
Sarebbe stato difficile che i due autori, atei dichiarati, scrivessero diversamente.
Ovvio che la figura di Gesù, guardata con occhi privi di fede, risulti una figura marginalmente storica.
Certo, anche così. gli interrogativi che si aprono sono innumerevoli : come ha potuto un “servo” (per l’epoca lo era) oscuro e crocifisso (morte tra le più abiette) aver cambiato il mondo?
A ben guardare, gli interrogativi sottaciuti , ma presenti nel libro, sono gli stessi dei pagani (o stoici, o filosofi, o atei) di 2000 e rotti anni fa.
Lo stile è corretto e agile, come giornalismo (di ottima qualità) insegna.
Per chi crede, il resto è silenzio.
Io credo.
Il prof.Pesce svolge considerazioni accurate sull’ebraicità di Gesù che trovano riscontro nei vangeli canonici. Certo, Gesù si accorge del potenziale di fede oltre il mondo ebraico, ma questo non viene notato dal prof.Pesce (gli ho mandato una e-mail per sollecitarlo su questo). Poi, però, i discepoli fanno fatica a comprendere che il messaggio poteva essere accolto dai pagani e c’è un contrasto tra loro in tal senso.
Secondo il prof. Pesce Gesù aveva poteri di guaritore e pensò di essere un profeta e forse il messia, ma non intendeva fondare una nuova religione.
Secondo me, invece, Gesù prese gradatamente coscienza di sé come inviato da Dio sulla Terra, manifestando qualche dubbio fino alla fine. Però comprese, nel corso della sua predicazione, che tutta l’umanità aspettava la redenzione.
Resta comunque un messaggio stupendo all’umanità (il Sermone del monte) attualissimo veicolo di salvezza, valido anche indipendentemente dalla Resurrezione e dalla promessa di vita eterna per i credenti.
Rispetto Augias in quanto lo seguo nelle sue trasmissioni TV che ritengo molto pacate e intelligenti ,anche se il conduttore , con quella voce suadente, sembra portare l’intervistato su binari prefissati. Mi risulta che sia un ateo .
Di Mauro Pesce, storico biblista, ateo, ha evidenziato fatti che ha attinto da Giovanni e Paolo , sorvolando su quelli degli evangelisti che avrebbe dovuto , da buon storico, mettere in risalto. Invece li ha volutamente evitati.
Non si scrive la Storia di Gesù in queste condizioni : si deturba la storia.
E’ comunque un libro da leggersi che non danneggia l’uomo di fede, anzi il vero cristiano può uscirne fuori più rafforzato.
Checché ne dica il sig. Cottone, non è in alcun modo possibile dire che il prof. Pesce sia ateo. Io non mi sono mai imbattuto in una singola sua dichiarazione circa la propria posizione in materia religiosa. Pesce si pone sempre e solo, rigorosamente, nelle vesti di storico. Che cosa crede o non crede, sono fatti suoi. Il suo background di studioso è abbastanza legato a figure e ambienti cattolici (fu discepolo del compianto benedettino Jacques Dupont), per cui qualcuno potrebbe anche pensare che sia credente. Ma tutto questo non ha alcuna importanza, quando si tratta di pronunciarsi sulla qualità delle sue pubblicazioni, la quale, del resto, è oggettivamente molto elevata.