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il mondo delle cose senza nome

Recensione a cura di Tiziana Vitale

“Il mondo delle cose senza nome” di Daniela Rossi è un libro ricco di momenti vissuti ed emozionanti. E’ l’espressione dello stato interiore di colei che con il suo amore abbraccia quelle parole fredde pronunciate dal medico.

E’ la storia di una madre e di un figlio che sono legati non solo dall’affetto reciproco e da quell’unione amorevole, ma anche da quella verità sconvolgente. Madre e figlio iniziano un nuovo percorso fino a quel momento mai intrapreso, guidati da quella parola cosi sconosciuta e straniera: “sordità”. Questo libro si apre con i ricordi della madre di alcuni momenti vissuti con il figlio durante i mesi precedenti seguito da un interrogatorio interiore, per cercare di conoscere il mondo del figlio privo di suoni e parole, ma solo di cose senza nome.
Daniela si pone nel racconto una domanda malinconica ed emozionante “Quali suoni hai potuto ascoltare i primi mesi che abbiamo vissuto insieme?”, quindi ricorda tutte quelle normali situazioni in cui una madre cerca di stabilire una comunicazione con il figlio piccolo attraverso l’ascolto di suoni, come le prime parole, o rumori, come i suoni emessi dai giocattoli. Daniela cerca di stimolare suo figlio Andrea per accompagnarlo per mano alla scoperta di quella realtà che tanto lo affascina, inconsapevole del suo stato.

Fino ad allora, Andrea era un bambino normale come tutti gli altri, e come quest’ultimi si divertiva a curiosare tra colori che dentro la pancia non aveva mai visto.
“Aprivi e chiudevi cassetti, sfogliavi quaderni, scarabocchiavi, correvi agilissimo nel girello, cercavi di costruire torri con infinita pazienza e con buffa concentrazione. Perché dimenticavo di insegnarti le cose più elementari?”, sono ulteriori ricordi rapidi che passano alla mente di Daniela al fine di porsi nuovamente una domanda per ricercare una risposta allo stato patologico del figlio e, contemporaneamente, è un’ammissione di inverosimile colpa che propone al suo stato d’animo. Daniela e le persone a lei vicine non riescono ad accettare quella situazione, poiché è estranea a loro che non hanno mai visto un bambino sordo; nessuno riusciva a vederlo in Andrea. E’ una madre che cerca il modo giusto per aiutare il figlio lottando con amore. Era stata pensata come una lettera d’amore e, invece, viene raccontata in un libro.

E’ una storia di amore totale della madre verso il figlio sordo.
Il modo di scrivere leggero, scorrevole e penetrante propone un “cocktail” di emozioni uniche al lettore. Il libro “Il mondo delle cose senza nome” promette di far uscire fuori la sensibilità che si cela dentro il cuore umano verso queste persone che come noi sono figli di Dio.

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