Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Fernando Pessoa’ Category

Il Marinaio

Recensione a cura di Shalimar

Non so quanti di voi sappiano che Pessoa scrisse anche drammi teatrali.
Questo, “Il marinaio”, è sempre stato molto discusso dalla critica; Pessoa lo definì, con sottotitolo, “dramma statico” , quindi da leggere, non da vedere rappresentato su un palcoscenico.

La perfezione formale, anzi il preziosismo linguistico, è talmente elevato da tramutare tutta l’opera in un prezioso gioiello celliniano o, per essere più moderni, in un quadro alla Klimt, sfolgorante d’oro e smalti.
L’atmosfera che si respira nell’opera, fin dalle prime battute, più che surreale, come qualcuno ha voluto definirla , è onirica, sognante.
Le tre fanciulle biancovestite, che vegliano l’amica morta, vivranno solo una notte, quella presente, dissolvendosi all’alba.

Maeterlinck, il simbolismo, il paradosso del sogno nel sogno, tutto conduce ad una tensione magica verso la luce, che, pur cancellando la presenza delle giovani con lo stridente cigolare delle ruote di una carrozza, riporta l’inevitabile realtà e la continuazione della vita.
Le tre eteree ragazze, per potersi credere reali, almeno per qualche ora, dovranno parlare ininterrottamente, raccontare i propri sogni e quelli del marinaio del sogno…
Alla realtà basta un suono fastidioso, ma rispondente all’esperienza quotidiana, per esistere.
La traduzione di Tabucchi è, naturalmente, eccellente.

Read Full Post »

Il libro dell’inquietudine di Bernando Soares

Recensione a cura di Moiraine Sedai

Nasce e muore a Lisbona Fernando Pessoa, riconosciuto come uno degli scrittori più importanti della letteratura del Novecento.

“Queste confessioni del sentire sono i miei solitari”.
Una vita di tutti i giorni annoiata dal fatto stesso di doverla vivere, un’inquietudine continua che nasce ogni volta da qualcosa di diverso..
E’ quello che si percepisce leggendo questo romanzo, in realtà autobiografia, che Pessoa scrive attraverso i pensieri e le annotazioni che il personaggio da lui creato, Bernardo Soares, tiene nel suo diario.
E’ un libro molto descrittivo. Soares è un osservatore acuto, sia per quanto riguarda quello che succede al di fuori di lui, sia per quanto riguarda quello che, ciò che vede e sperimenta nella sua quotidianità, suscita dentro di lui.
Spesso si mette alla finestra e guarda come gli altri, il mondo al di fuori, vivono la loro esistenza che gli sembra tanto diversa dalla sua, così spensierata, così poco presa sul serio, forse.

Non è una lettura leggera, l’autore mette a nudo le sue opinioni verso i temi più disparati, ma che possono coinvolgerci personalmente, ad esempio la morte, il tradimento, la noia verso la vita, il suicidio, i legami tra le persone, e lo fa a volte, con una strana rassegnazione e una tranquillità che non ci s’ immaginerebbe.
Tutto questo porta anche il lettore a riflettere per conto proprio e a cercare di capire quanto quello che Soares sente, può valere anche per sè stesso o meno.
Un libro da leggere in ogni caso, per quanto mi riguarda.

“Ci sono sensazioni che sono dei sonni, che occupano come una nebbia l’ intero spazio dell’ anima, che non permettono di pensare, che non permettono di agire, che non permettono chiaramente di essere.”
“E’ quanto resta a me di chi ha sentito così intensamente da uccidersi perchè sentiva; perchè, in fin dei conti, nessuno si uccide per nient’ altro…”.

Read Full Post »