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Archive for the ‘Shahrazad’ Category

Adolescenze Estreme

Recensione a cura di Shahrazad

Omicidio, infanticidio, stupro, anoressia: un grande psicologo spiega i più efferati episodi di devianza giovanile degli ultimi tempi.
Fino a poco tempo prima sono dei bambini intenti solo a giocare. Poi, all’improvviso, sembrano trasformarsi in “mostri” capaci di orrende violenze.

Dal caso di Pietro Maso a quello di Erika e Omar, dalle assassine di Chiavenna agli ultimi fatti di bullismo, cambiano i volti eppure le storie paiono ripetersi. Ma perché un minore diventa un criminale? E soprattutto, come possiamo capirne e affrontarne il disagio?

A spiegarcelo è lo psicologo Mauro Grimoldi. “L’idea del mostro è rassicurante” – scrive – “ma è anche un buon modo per lavarsi le mani”.

Dal caso di Ermes, complice dello stupro e della morte della piccola Elena, a Nicole, che sgozza il figlio nato dall’amore incestuoso col fratello, fino al dramma di Paolo, salvato in extremis quando aveva già ingoiato le pillole per uccidersi: quelle raccolte da Grimoldi sono storie vere di giovani assolutamente normali, cresciuti in famiglie che apparentemente non sembrano avere nulla da rimproverarsi. La spinta alla trasgressione, unita al narcisismo e all’incapacità di affrontare le prime durezze della vita, sembrano i veri aspetti su cui intervenire. E ad accogliere questa sfida devono essere prima di tutto le famiglie, l’unica grande risorsa sulla quale investire.

Mauro Grimoldi, psicologo e giornalista impegnato da anni nella lotta al disagio giovanile, ha collaborato con le cattedre di Psicologia dinamica e Psicodinamica delle relazioni familiari per la Facoltà di Psicologia di Milano-Bicocca e svolge attività clinica e di supervisione presso il Tribunale dei Minori di Brescia.

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Che animale sei?

Recensione a cura di Shahrazad

E’ la sera della Vigilia di Natale quando una piccola anatroccola appena uscita dall’uovo cade dal furgone del camionista Jack e, rotolando fino a un bidone della spazzatura, si ritrova dentro ad una morbida pantofola a forma di topo. Non sa ancora nulla del mondo, ma di una cosa è sicura: quella cosa soffice e calda deve per forza essere la sua mamma.

La pennuta si crede, ovviamente, una pantofola, fino al giorno in cui viene accolta da una comunità di operosissimi castori e si convince di essere un castoro. In seguito, si ritrova tra pipistrelli e cerca di diventare anche lei un pipistrello. Viene poi adottata da una famiglia di fenicotteri, che tentano di trasformarla in una di loro.

Sarà l’incontro con una saggia maestra di scuola e di un Lupo Solitario a mostrare all’anatroccola la sua vera strada… Non si leggeva un libro così pieno di grazia e di ironia dai tempi del famoso “La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare”di Sepulveda. Un romanzo profondo e delicato, una piccola favoletta di vita, ci sono tanti spunti per capire che non importa quale animale ti trovi ad essere…… L’importante é osservare la vita, adattarsi, conoscere le sue diverse sfaccettature e condividere interessi, esperienze….. Essere sempre curiosi, semplici e aperti, imparare a sorridere anche dei paradossi in cui ci troviamo a vivere…..Un bel viaggio nella parte intima di noi stessi che ci sentiamo sempre un po’ inadeguati, strani… Il tutto raccontato con dolcezza, tenerezza e ironia.

Insomma c’è poesia che a volte ci rende tristi, ma vivi. Lo consiglio a tutti coloro che amano le favole ed hanno ancora fantasia e spirito per capirle.

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Vincitore del Premio Strega 2004

Il dolore perfetto

Recensione a cura di Shahrazad

Verso la fine dell’Ottocento un uomo parte da una città del sud per raggiungere un paesino toscano. E’ il Maestro, giovane anarchico che nel microcosmo di Colle decide di unire la propria vita a quella della vedova Bartoli. Dalla loro unione d’amore nascono Ideale, Mikhail, Libertà e Cafiero: figli dai nomi carichi di speranza, che dal padre costretto all’esilio erediteranno i sogni e la fede nella fantasia. In questo paesino vivono anche i Bertorelli, ricchi commercianti che (guarda caso) da generazioni portano i nomi degli eroi omerici. Queste due famiglie verranno ad unirsi quando la dolce Annina s’innamora di Cafiero… Dagli ultimi anni dell’Ottocento alla fine del secondo conflitto mondiale, le vite dei protagonisti s’intrecciano sapientemente in una sorta di saga genealogica.

La critica entusiasta ha avvicinato Riccarelli ad autori come Sgorlon e Singer (ai quali lo accomuna la stessa capacità di collocare storie reali in un mondo fantastico).
L’autore intreccia abilmente atmosfere epiche e quotidiane, con eccezionale abilità nel raffigurare un secolo di storia nazionale attraverso personaggi indimenticabili: uomini e donne segnati proprio dal dolore assoluto, definitivo. Un romanzo che ha il profumo antico dei racconti ascoltati attorno ad un fuoco nelle sere d’inverno.

Ricordo che quando l’ho letto per la prima volta il suo stile mi ha subito avvinto, nonostante affronti temi difficili come la miseria, la morte, la guerra, nelle sue pagine ho trovato sempre un inno all’amore, l’amore per i figli, per i familiari, per gli ideali e per il proprio uomo. Veramente bello e scritto con parole semplici, più che un libro mi sembrava, a tratti, di leggere pagine di pura poesia.

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Chiedi alla polvere

Recensione a cura di Shahrazad

Difficile non amare John Fante, i suoi personaggi, il sapore forte della vita che circola nei suoi romanzi. Eppure come spesso accade ai migliori, Fante, figlio di un abbruzzese emigrato in America ai primi del Novecento, ebbe vita dura.

Fece molti mestieri prima di emergere a Hollywood come scrittore e come sceneggiatore, ma fu presto dimenticato. Finché un giorno Bukowsky non rimase folgorato dal suo libro: ”Chiedi alla polvere”, uscito nel 1939, secondo romanzo della tetralogia, pubblicato da Vittoriani con il titolo di “Cammino nella polvere” per Mondadori. E’ Fante stesso nel prologo, a spiegare il titolo: egli racconta che…” in quelle strade, c’è la polvere dell’Est e del Middle West ed é una polvere da cui non cresce nulla, una cultura senza radici, una frenetica ricerca di riparo…”. La polvere che Arturo Bandini, ventenne squattrinato e sognatore, cerca di scrollarsi di dosso lasciandosi alle spalle famiglia e luoghi d’origine, tentando di trovare un futuro a Los Angeles……. E’ un libro scorrevole estremamente reale e forte, scritto in prima persona . Ti convince di essere lì con Bandini nei suoi primi passi verso il successo. Un ragazzo dalle mille contraddizioni, fedele al suo sogno e perdutamente innamorato ma (così come nella vita) non si può pretendere che finisca tutto per il meglio. Un bagno di realtà e contemporaneamente una fuga dalla realtà quotiodiana che lascia sospesi con una punta d’amarezza.

Dagli anni Trenta Fante guadagna la maggior parte dei suoi soldi scrivendo soggetti per Hollywood: più di una dozzina di film saranno realizzati dalle sue sceneggiature.
Da quando venne riscoperto, negli anni Ottanta, Fante ha continuato a crescere nell’apprezzamento della critica e soprattutto nell’affetto dei lettori; un autore che fortunatamente é stato strappato a un ingiusto e assurdo oblio. Leggetelo e capirete perché. Uno dei grandi della letteratura americana. Assolutamente da conoscere.

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La cattedrale del mare

Recensione a cura di Shahrazad

Il nuovo eroe della stagione letteraria si chiama Arnau Estanyol. Le sue forti spalle hanno portato le pietre con cui e’ stata eretta Santa Maria del Mar, la chiesa del popolo di Barcellona….. Siamo nella Catalogna medievale, in un arco di tempo compreso tra il settembre 1320 e l’agosto1384, dentro un mondo pieno di ingiustizia e di fanatismo, reso più fosco dai processi dell’Inquisizione. Arnau, fuggito con il padre Bernat dalla masseria di Navarcles per scampare all’ira del signore di Bellera, trova rifugio e la sospirata liberta’ a Barcellona.

E lì viene conquistato da un progetto architettonico grandioso: la costruzione della cattedrale del mare, a cui il popolo partecipa con entusiasmo. Ma all’ombra di quelle torri gotiche dovrà lottare contro soprusi, tradimenti, guerre, pesti, commerci ignobili, e soprattutto per un amore che i pregiudizi dell’epoca vorrebbero condannare…Un romanzo che mescola avventura, passioni e storia… Un giovane eroe in cerca di fortuna, una costruzione grandiosa ,e sullo sfondo una spendida Barcellona del Trecento, piena di fascino e di pericoli.

Si legge volentieri, soprattutto per lo spaccato storico e lo stile scorrevole, i personaggi non sono, a mio avviso, ben delineati con pochissime sfaccettature, ed il lettore non viene coinvolto al punto di commuoversi e trepidare per la sorte dei protagonisti… ma si rimane sempre un po’ distaccati. Forse non sarà un capolavoro che resterà nella storia del romanzo, ma è un gran bel libro e si legge volentieri.

Da molti l’ho sentito paragonare ai Pilastri della terra di Follett, credo di poter affermare che i romanzi sono molto distanti e paragonarli e’ proprio fuori luogo.

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Il Silmarillion

Recensione a cura di Shahrazad

“Il Silmarillion” iniziato nel 1917 e la cui elaborazione é stata proseguita da Tolkien fino alla morte, rappresenta il tronco da cui si sono diramate tutte le sue successive opere narrative.

Un opera potente,magica anche se non di facile lettura, probabilmente, quella a cui lo scrittore teneva di più, che rimase incompiuta e che uscì postuma, ma che mantiene intatta la magia dello straordinario universo in essa descritto.

Per chi ha letto il Signore degli Anelli, il Silmarillion é una chiave di lettura importantissima, possiamo parlare come della”genesi” della Trilogia scritto con la stessa potenza visiva, ma con qualcosa in piu’, ricco di numerosi aneddoti permette la comprensione degli accenni alle prime ere fatte dai personaggi della Trilogia, un libro affascinante anche nelle sezioni dedicate alle genealogie. Lo stile di scrittura é un po’ complesso, rende il senso dell’epico mitologico come nessun altro fantasy. Dalla creazione del mondo Tolkeniano sino alla fine della Terza Era, trasporta il lettore in un altra epoca, con un susseguirsi di eventi magici e ovattati, facendo apparire ” vero” ogni singolo avvenimento. Tra tutti i libri dell’autore questo, é quello nel quale gli Elfi sono piu’ presenti, punto positivo per chi ama queste splendide creature che Tolkien ha creato in modo del tutto differente da quelli della tradizione mitica celtica o nordica. Un libro profondo che tocca il cuore, per chi ama vivere nel sogno. Valori come l’onore e la fedeltà sono all’ordine del giorno. Chissà che non si possa imparare da un mondo irreale. Superbo!

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