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Posts Tagged ‘Ken Follett’

La cruna dell'ago

Recensione a cura di Anna M

E’ difficile recensire uno dei più grandi capolavori di Ken Follett, ossia “La cruna dell’Ago”, senza avere il timore di non esserne all’altezza, di non riuscire a descrivere ed esaltarne le grandi qualità. Basti solo pensare che il “Los Angeles Times”, commentando l’opera, ha dichiarato: “Vi fermerà il cuore, vi gelerà i nervi… straordinario.” E, in effetti, in questo libro la suspense è assicurata: il thriller cattura completamente l’attenzione del lettore fino all’ultima pagina, per poi lasciarlo solo a rimpiangere di aver già terminato questa piacevole e intrigante lettura.

Nel capolavoro, ambientato durante la seconda guerra mondiale, si racconta la storia del Die Nadel, ossia l’Ago, nome in codice di una spia nazista dell’Abwehr, scelta personalmente da Hitler, che vive in Inghilterra sotto mentite spoglie. Tra le sue identità, vi è quella di Henry Faber, impiegato delle ferrovie, e del signor Baker, commesso viaggiatore. Spietato e astuto, l’uomo deve il suo nome alla peculiarità di uccidere le sue vittime infilzandole con uno stiletto nel petto, centrando direttamente il cuore. Molte spie tedesche hanno fallito il loro compito e sono state smascherate. L’Ago, invece, è l’unico a passare inosservato e a scoprire una messa in scena organizzata dagli alleati: è stata allestita una finta armata nella regione dell’East Anglia al fine di catturare l’attenzione dei tedeschi, distogliendola, così, dalle coste della Normandia, dove tra poche settimane dovrà avvenire lo sbarco.

Il segreto degli alleati è in pericolo: se il Die Nadel riuscisse a raggiungere la propria patria e a rivelare la propria scoperta, il D-Day fallirebbe, e le sorti dell’intera guerra sarebbero così ribaltate. Portare a termine la sua missione non è semplice, poiché l’uomo, per via di alcuni omicidi commessi, è stato identificato dall’ispettore Frederick Bloggs di Scotland Yard, e da Percival Godliman, uno storico medievale ricontattato dai servizi segreti britannici.

Riusciranno a fermare l’Ago? In questa caccia all’uomo, fondamentale sarà la presenza di una giovane donna, Lucy, che vive in una piccola e deserta isola in compagnia del marito David e del figlioletto Jo. Dopo aver perso entrambe le gambe in un incidente stradale, David è un uomo distrutto dal rimpianto di non aver avuto la possibilità di combattere per la sua patria come pilota della Royal Air Force. Preferisce, così, scaricare tutto il suo rancore sulla moglie Lucy, trattandola con disprezzo e scoraggiando ogni suo tentativo di avvicinamento. In questo complicato contesto familiare verrà a trovarsi, suo malgrado, il Die-Nadel. L’ispettore Bloggs e i suoi collaboratori non possono permettersi alcun errore: l’Ago è un nemico che non va assolutamente sottovalutato, un uomo straordinariamente abile e affascinante, tanto che finisce per farsi amare dal lettore. Infatti, leggendo l’opera, si rischia di tifare nel proprio intimo per la spia tedesca, forse stregati da un protagonista crudelmente magnetico.

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Mondo senza fine

Recensione a cura di IoePapperina

“Due secoli dopo i Pilastri della terra”. Avevo già letto quel libro con avidità ed estremo piacere tanto chè, mi ero accorta di essermene affezionata e non sapevo se volevo finirlo, oppure mantenere quella lettura più a lungo per non trovarmi poi orfana del mio appuntamento serale con lui.
Ovviamente ha prevalso la curiosità e l’ho finito. Oggi mi ritrovo con il mano ” Mondo senza fine”. Sono un po’ perplessa: non mi deluderà?

Difficile ricreare l’atmosfera del libro precedente, la passione che ne usciva, l’attenzione con cui Follet riusciva a condurre il lettore attraverso la vita di tanti personaggi.
Comincio prevenuta ma poi, ecco di nuovo la stessa sensazione.
Di nuovo mi ricalo in questa narrazione, mi ritrovo nella stessa Cattedrale ma solo duecento anni dopo.
Un Ken Follet ovviamente diverso da quello che scriveva “La cruna dell’ago” , ” Codice Rebecca” eccetera..
Qui il racconto è ancora una volta il percorso della vita di una città. E’ ancora l’obiettivo della costruzione della più alta torre che ci sia in Inghilterra in quel periodo.

Tutto comincia con quattro bambini che si trovano coinvolti in un assassinio.
Da questo, che diventerà il loro segreto, verranno condizionate le loro vite con intrecci, amori, paure, separazioni, ricatti e dolori.
La magistrale rappresentazione della guerra fra Inghilterra e Francia ci fa vedere le varie tecniche usate in quel periodo, ci porta a conoscenza delle cattiverie che ne derivano e le ambizioni che fanno passare i limiti.
Così attorno al fulcro della Cattedrale di Kingsbridge gira la storia di circa settant’anni di pieno medioevo e di piena peste che raggiunge tutti e tutto facendone la malattia del tempo.

I dettagli scorrono veloci e il lettore non si accorge di quanto possa essere difficile portare avanti un libro di tali dimensioni con tanti personaggi in modo così equilibrato.
Un grande scrittore e il degno seguito dell’ altrettanto grande libro “I Pilastri della Terra”.
Lo stile è lo stesso e mi sono ritrovata a pagina 1366 con lo stesso rimpiano di venti anni fa.
Ho perso il mio appuntamento serale che aspettavo per tutto il giorno con emozione e curiosità.
Nonostante il “volume” del volume, si legge in modo scorrevole, piacevole alla mente, e in più si nota il notevole approfondimento di quello che erano gli usi e i costumi di quel tempo.
Ken Follet si rivela, ancora una volta, un grande scrittore che per scrivere, come ogni grande, si documenta prima in modo ineccepibile.

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I pilastri della terra

Recensione a cura di Lollo

Per la prima recensione vorrei parlare di un libro che ho letto alcuni anni fa ma che mi è rimasto impresso nella mente come un qualcosa di superbo…”I Pilastri della Terra” scritto da uno dei migliori scrittori degli ultimi anni (altri suoi romanzi sono “Il martello dell’Eden” , “Le Gazze Ladre”, “Nel Bianco” , ecc).

Questo è uno dei libri che porterei con me se dovessi andare su un’isola deserta…sarà perché è ambientato nel Medioevo, epoca storica che mi affascina moltissimo, oppure perché tutta la storia è improntata sulla costruzione di una cattedrale, opera che mi fa pensare al grande intelletto, alla forza e al senso dell’arte di noi uomini.

La storia, è ambientata a Kingsbridge (una cittadina immaginaria) nell’Inghilterra medioevale e tutti gli intrecci di amore, omicidi, misteri, intrighi e tradimenti nascono nell’ombra della costruzione di una cattedrale gotica.
Durante la lettura impariamo ad amare il protagonista nei diversi ruoli incarnati: Tom il costruttore, appassionato del proprio lavoro, ansioso di portare a termine la propria opera o per lo meno di passare per tempo tutte le sue conoscenze al figlio Jack perché il suo operato non vada perduto; Tom che resta vedovo, perdendo la compagna che amava più della propria vita; Tom che, abituato a costruire e non a distruggere, riesce incredibilmente ad innamorarsi una seconda volta, pur senza dimenticare mai la moglie…e poi a seguire molti dei personaggi che vengono raccontati nelle 1000 pagine del romanzo.

Una volta iniziato questo romanzo si legge quasi da solo in virtù di una scrittura molto scorrevole e nonostante la lunghezza non annoia mai grazie alle varie vicissitudini che si intrecciano al suo interno.

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