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Archive for the ‘Umberto Eco’ Category

La misteriosa fiamma della regina Loana

Recensione a cura di Piratessa Morgan

“E lei come si chiama?”

“Aspetti, ce l’ho sulla punta della lingua.”

Queste sono le prime parole di Yambo, il misterioso protagonista del romanzo che, risvegliatosi da un lungo coma, dopo un incidente stradale ha perso la memoria. Non sa il proprio nome, non riconosce la moglie e i figli, non ricorda i genitori e la sua infanzia.

La moglie così lo invita a tornare nella casa di campagna dove ha trascorso l’infanzia e dove sono conservati i libri e giornalini letti da ragazzo (che sono illustrati nelle pagine del libro), i dischi, i quaderni di scuola. Tutti questi oggetti lo aiuteranno nel recupero di se stesso e della propria identità fino ad arrivare al colpo di scena finale.

Il romanzo si apre con una nebbia fitta di mistero e il lettore è quasi un alter ego del protagonista e viene guidato, anche attraverso le illustrazioni, in quel viaggio a ritroso, quel nostoi (viaggio di ritorno) per dirlo alla greca, in cui il protagonista acquisterà sempre più consapevolezza di se stesso.

Questo romanzo si “costruisce” pezzo dopo pezzo come un grande puzzle, quel puzzle che è la vita stessa così ricca di incognite da svelare.

E’ la curiosità di carpire sempre più informazioni, di svelare il mistero sull’identità del protagonista che mi ha spinta a leggere con tanto interesse questo libro che consiglio davvero a tutti.

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Il Nome della Rosa

Recensione a cura di Shahrazad

Il Prologo presenta il romanzo come la traduzione, compiuta a sua volta da una traduzione francese, di un introvabile manoscritto in cui il benedettino Adso di Melk racconta, ormai vecchio, i fatti di cui fu testimone in un imprecisa abbazia benedettina dell’Italia settentrionale, dove si reco’, ancora novizio, alla fine di novembre del 1327 insieme al maestro Guglielmo di Baskerville.

In questo romanzo Eco, con il suo stile audace e razionale, colto e raffinato, unitamente ad una sterminata conoscenza dell’epoca medioevale, ci proietta in una atmosfera a meta’ strada tra il giallo e il romanzo storico. La cultura, la tradizione, il profumo degli intrighi del Medioevo rivivono nelle quasi 500 pagine, mai banali o noiose di questo libro. A rendere ancora piu’ vivaci ed argute lo srotolarsi delle vicende ci pensano l’alone di mistero e l’interesse pe i codici cifrati inseriti nella religiosita’ inviolabile del monastero in cui avvengono i fatti narrati. La suspence prevale nel finale, dove uno scenario apocalittico, inizialmente inimmaginabile dal lettore, costituisce una degna conclusione per questo indiscutibile capolavoro del ‘900.

Dipingendo la metafora dell’uomo, il libro ruota attorno alla biblioteca posta al centro dell’abbazia (il sapere, il cuore della vita), dove i monaci vi girano attorno senza poterci entrare (metafora del mondo che gira a vuoto) e c’é chi uccide, chi riesce ad entrarvi (l’ignoranza) e il protagonista (il ricercatore, lo studioso) che giunge alla soluzione entrando in essa.

Un libro che ho ripreso piu’ volte nel tempo, coinvolgente, appassionante, che a mio parere andrebbe letto nel corso della nostra “crescita intellettuale” sia a livello scolastico sia a livello personale.

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