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Archive for the ‘Laura O’ Category

dieci piccoli indiani

Recensione a cura di Laura O

Lawrence Wargrave, giudice in pensione; Vera Claythorne, una giovane maestra di ginnastica; Philip Lombard, ex esploratore; Emily Brent, una vecchia signora dalle idee puritane; John Macarthur, un veterano della prima guerra mondiale; Edward Armstrong, un medico; Anthony Marston, un giovane e ricco scapestrato; William Blore, un detective privato; infine Thomas Rogers, un maggiordomo, e sua moglie Ethel.

Sono questi i dieci personaggi, apparentemente con nulla in comune tra loro, invitati a trascorrere le vacanze in una splendida villa sull’isola di Nigger Island.
Subito dopo il loro arrivo alla villa, nel gruppo iniziano a verificarsi una serie di morti accidentali che fanno subito propendere verso l’idea dell’omicidio. Ma chi potrebbe essere stato?

Tutti iniziano ad interrogarsi sull’identità del loro ospite, un certo signor U.N.Owen, che nessuno (nemmeno la coppia di servitori) ha mai visto, ma che ha firmato tutte le loro lettere d’invito.L’isola viene esplorata dagli uomini e viene appurato che non vi è nessun altro all’infuori degli stessi abitanti della villa; a questo punto diventa chiaro per tutti che l’assassino dev’essere uno di loro.

Mentre i delitti continuano, il clima è sempre più teso; ad ogni assassinio viene fatta sparire una delle dieci statuette di negretti in cucina, ed è sempre più chiaro che il misterioso omicida si sta ispirando ad una vecchia filastrocca per bambini:

Dieci poveri negretti
Se ne andarono a mangiar:
uno fece indigestione,
solo nove ne restar.
Nove poveri negretti
fino a notte alta vegliar:
uno cadde addormentato,
otto soli ne restar… [..]

Un classico della Christie, dal ritmo incalzante, con un finale davvero imprevedibile!

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qualcuno con cui correre

Recensione a cura di Laura O

Quanti, come me, crederanno leggendo il titolo di accostarsi ad una storia già sentita, semplice, imbellettata, beh… dovranno decisamente ricredersi!

Questa storia inizia da Assaf, un ragazzo di Gerusalemme, un adolescente come tanti: ha degli amici con cui non riesce ad aprirsi davvero, una ragazza che è più che altro un passatempo, videogiochi, pensieri e pomeriggi vuoti.
La sua vera storia comincia quando, lavorando in municipio durante le vacanze estive, riceve l’incarico di ritrovare il padrone di un cane; trascinato in giro per la città proprio da Dinka, che si scoprirà poi in effetti essere una cagna, Assaf percorrerà tappa dopo tappa l’esistenza di Tamar, padrona di Dinka, ragazza dal passato come tanti che ha dovuto subire un doloroso, radicale cambiamento di vita e sta cercando disperatamente di radunarne i pezzi.

Tamar è intraprendente, originale, ma nasconde una grande, profonda fragilità; Assaf è un essere pacato, riflessivo.
Le loro strade si incroceranno nel più strano dei modi, destinate ad influenzarsi fin dalle prime righe.

Un libro pieno di speranza nella capacità dell’amore di abbattere le peggiori barriere, quelle che ci costruiamo dentro, e di fiducia nella giovinezza, nella possibilità di riscatto dell’uomo, nell’amicizia, senza però mai risultare “dolciastro” o stucchevole. Un fiore nel deserto.

…quando vide la pagina in cui aveva scritto cento volte, come per castigo, la parola “anomala”, gli venne voglia di cancellarla con una grande X e scriverci sopra “rara”…

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