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Archive for the ‘Tiziana_Vitale’ Category

il sole e la cometa

Recensione a cura di Tiziana Vitale

Bambarén, autore e narratore del libro “Il sole e la cometa”, racconta storie fantastiche e affascinanti che vanno oltre la quotidianità, per il loro aspetto magico e, contemporaneamente, riprendono molti aspetti della nostra vita.

Il libro narra la vicenda del sole e della cometa: lui splendeva di luce reale e come un dio-re era incoronato dai suoi raggi e lei vantava la sua bella chioma. La luna aspettava il momento giusto per incontrare il sole e manifestargli il suo amore, dall’altro lato il sole esprimeva la sua immensa solitudine e con presunzione la sua saggezza. Dopo il loro incontro lucente, il sole abbandonò la sua solitudine, grazie al consiglio dell’amica luna, e si trovò circondato da tanti pianeti.

Agli occhi dei lettori, la vicenda del sole e della luna rappresenta qualcosa che va oltre il magico ed abbraccia la quotidianità. Come il sole aspetterà il momento propizio per incontrare la sua luna in una eclissi, l’istante in cui il giorno lascia il posto alla notte, così l’uomo aspetterà quel momento magico alzando gli occhi in cielo e accorgendosi della meravigliosità del mondo celeste.

Le parole usate nella narrazione sono semplici come quelle delle fiabe per bambini. L’intero testo è simbolo della semplicità della vita.

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attraverso i tuoi occhi

Recensione a cura di Tiziana Vitale

“Attraverso i tuoi occhi” racconta la vita di Maria con le parole semplici ed ingenue di un’adolescente.
Il racconto si apre con una premessa che allarga gli orizzonti della speranza, che disegna un volto sul viso, sia sarcastico di chi vive di scetticismo e sia sognatore di chi coglie la positività della vita.

In qualsiasi modo finiscano le nostre giornate ,
sia in bene che in male ,
nella nostra vita ritroveremo sempre il lieto fine.

Lei è l’esempio per eccellenza della figura dell’adolescente: corre, salta, si ferma, riparte, piange e, poi sorride, confusa e felice, ma pronta a rialzarsi e ripartire. La sua è una vita come tante ricca di pensieri sognatori, ingannatori e tipicamente adolescenziali.
Come se stesse scrivendo un diario aperto a tutti racconta di sé tra i banchi di scuola e i diari segreti, dei suoi sogni e dei suoi primi amori, delle amicizie e della sua “band”.
Attraverso i racconti della sua adolescenza, rievoca anche la nostra adolescenza, ci sono amiche tra i banchi di scuola, i primi amori che lasciano ferite, amici che restano per sempre e altri che vanno via lasciando vuoti, situazioni familiari difficili e diari che segnano un’età. E’ un insieme di emozioni e sensazioni che non ci abbandoneranno mai.

Ma la sua favola adolescenziale si romperà, come un fiume in mezzo al deserto, nel momento in cui Maria scoprirà che sogni e realtà sono due cose non sempre conciliabili.
Seduta sulla poltrona, vedrà uno scenario sconvolgente, doloroso e difficile da “digerire” che le permetterà piano piano di non credere più alle favole, ma di toccare con mano la dura realtà di ogni giorno. E’ la trasformazione di un’adolescente in una donna, di un bruco in farfalla.
Se lei avesse potuto scegliere di guardare quella realtà dura ancora una volta, lei avrebbe scelto di farlo attraverso i suoi occhi, ovvero quelli della persona più buona che lei potesse conoscere.

La scrittura è spontanea, scorrevole e incredibilmente genuina come le normali parole che utilizzeremo in una chiacchierata tra amiche.
L’intero racconto è un invito ai giovani di oggi a vivere la vita con entusiasmo e con la voglia di viverla, evitando di strafare, imparando a cogliere le cose semplici e belle della vita.

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esco a fare due passi

Recensione a cura di Tiziana Vitale

Il protagonista di questo libro è un ragazzo di ventotto anni, deejay radiofonico che mette continuamente in discussione, tramite un excursus delle situazioni della sua vita, la propria immaturità, ripetendo continuamente nel testo “Immaturo, immaturo immaturo”.

La sua riflessione permette di far uscire fuori il bambino insicuro pieno di dubbi e di domande che si cela dentro di se; è la sindrome di Peter Pan, come se il protagonista non volesse abbandonare l’ombra di quel bambino.
Mette a nudo la propria immagine e personalità per mezzo di parole e pensieri, immagini e ricordi, riflessioni e incertezze; è un viaggio condotto tra le righe della sua stessa esistenza.

Nei suoi monologhi, il protagonista, in prima persona, mette in risalto temi importanti come l’amore, la visione di se stessi, amicizia, sesso e canne. Li descrive sia con l’ingenuità di un bambino sia con la consapevolezza di un adulto.
Il monologo è molto discorsivo ricco di affermazioni e interrogativi che mettono in rilievo la componente riflessiva. Tuttavia, l’intero testo è caratterizzato dalla ripetizione breve di una medesima caratteristica del protagonista per tre volte e nello stesso rigo, quasi a voler puntualizzare al lettore e a se stesso quel suo modo di essere per il quale è arrivato a quella conclusione o riflessione.

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le due vite di laila

Recensione di Tiziana Vitale

Laila aveva appena sei o sette anni quando venne rapita da un commerciante di bambini, ma era solo una bambina per poter ricordare le scene dell’intero rapimento.
Laila era il nome che le aveva dato Lalla Asma e significava notte; l’arrivo a casa della donna infatti era avvenuto in una notte qualsiasi, in Nordafrica.

Nasce da quel momento il legame tra una donna anziana ebrea, chiamata “maestra” o “nonna”, e una piccola bambina venduta , chiamata “Laila”. Molto meglio, nasce il legame tra una padrona e la sua serva.
Mentre i bambini della sua età scoprono un mondo ingenuo e perfetto, Laila scopre i pericoli del mondo che la circonda tra cui violenze, abusi e bugie.

Soprattutto dopo la morte della sua padrona infatti, la piccola conosce un mondo pericoloso ed allo stesso tempo, ai suoi occhi, affascinante: il mondo delle prostitute. Da quel momento in poi, loro diverranno la sua famiglia e tutto ciò che ruota intorno alle loro vite diverrà la vita di Laila. Sarà proprio la vita randagia tra mercati e vicoli di città a condurla verso le sue radici originarie a Parigi.

La storia della piccola Laila è raccontata usando i tempi verbali in prima persona per coinvolgere ed empatizzare il lettore. Il ritmo è lento. Le descrizioni sono rivolte alle tipologie di legami tra le persone e ai pericoli, piuttosto che ai luoghi, a cui tali legami possono condurre. Al fine di “colpire” il lettore emotivamente, l’autrice, premio nobel per la letteratura 2008, utilizza parole semplici ma unite in modo tale da rendere la descrizione coinvolgente e particolare.

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sulla sponda del fiume piedra mi sono seduta e ho pianto

Recensione a cura di Tiziana Vitale

Pilar era una giovane ragazza di Soria, una città piccola ma accogliente. In quello stesso luogo, aveva conosciuto il suo amore e aveva trascorso insieme a lui l’infanzia e l’adolescenza. Ma, come tutti i giovani di Soria, anche lui voleva andarsene da quel luogo alla riscoperta del mondo. Così fu, le strade dei due si divisero per poi riunirsi nuovamente alla conferenza di Madrid, dove l’innamorato di Pilar parlava del miracolo della vita e della luce di Dio in essa.

Sulla sponda del fiume Piedra si era seduta ed aveva pianto e se avesse potuto avrebbe strappato il suo cuore dal petto e lo avrebbe lanciato nella corrente affinché le sue lacrime potessero scorrere lontano dai segreti di lui e dalla sua visione diversa della vita.

La riscoperta di Dio e del suo volto femminile, la partecipazione verso il mondo “diverso” e, soprattutto, “l’importanza del totale abbandono verso la vita e Dio” o più esattamente “verso l’amore” costituiranno la risposta ad ogni domanda di Pilar. Lei aveva scoperto che amare significava comunicare con l’altro e scoprire in lui una particella di Dio.

Il feedback iniziale e le parole usate da Paulo Coelho suscitano nel lettore la curiosità di sapere e di proseguire con il racconto che lascerà nel finale tante domande da porsi sul mondo divino.

Nelle storie d’amore di Paulo Coelho, l‘amore non è solo il semplice legame tra due persone, ma include la sfera dell’eternità e del divino.

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i passi dell'amore

Recensione a cura di Tiziana Vitale

Landon Carter vive la sua adolescenza con uno spirito ribelle e apparentemente forte nell’America degli anni Cinquanta, lo stesso periodo in cui il reverendo Hegbert doveva preparare la recita natalizia per la gente della città, quasi sempre basata su una vicenda accaduta realmente.

Sua figlia Jamie Sullivan, frequentava l’ultimo anno della superiori, proprio come Carter ed era lei la protagonista della recita di natale, sia per il suo viso angelico e sia per la parentela con il padre.
“Secondo Jamie tutto accadeva per disegno divino” lei riusciva a a vedere Dio in qualsiasi spiraglio della vita quotidiana, ma Carter pensava fosse solo una delle sue fisse.

Sparks, l’autore, mette a paragone due mondi adolescenziali diversi uno fatto di ribellione e forza, l’altro di dolcezza e umiltà. Apparentemente così diversi eppure accomunati da quell’unico gioco adolescenziale: la riscoperta dell’altro/a. Tutto cambiò quando nella cittadina di Beaufort, Jamie accettò di recarsi al ballo della scuola con il vivace e irrequieto Carter. “Devi promettermi che non t’innamorerai di me”, una frase con un senso dell’umorismo spiccato che uscì dalla bocca di Jamie, una condizione dettata dal suo cuore prima del si al ballo.

La riscoperta della bellezza dell’altra persona può condurre verso la strada dell’amore che sconvolge l’esistenza in tutta la sua totalità. Non permette di respirare al ritmo voluto, coltiva un calore ed una sudorazione delle mani, permette il ricordo di ogni minima sensazione e ama, infine, la sofferenza. E’ l’Amore.

L’Amore permette di cambiare solo agli uomini che decidono di aprirgli la porta, Carter questo lo sapeva bene. Carter aveva conosciuto la vera Jamie attraverso la malattia, lei gli raccontava di sé attraverso il suo dolore.

L’amore è sempre paziente e gentile non è mai geloso
l’amore non è mai presuntuoso o pieno di se
non è mai scortese o egoista
non si offende e non porta rancore
L’amore non prova soddisfazione per i peccati degli altri
ma si delizia della vita
é sempre pronto a scusare a dare fiducia a sperare
e a resistere ……….a qualsiasi tempesta.

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